Durante l’immediata perquisizione, era saltata fuori una Pistola, fissata alla cinta dei suoi pantaloni. Una Beretta calibro 9, con relative cartucce, risultata con matricola abrasa ed ancora con il colpo in canna, dunque pronta a sparare. Conclusi gli accertamenti e raccolte le necessarie testimonianze, i militari dell’Arma avevano fatto scattare le manette per “Tentata Rapina aggravata” e “Porto abusivo di arma da fuoco”, nei confronti di M.V., 38 enne, subito ristretto nel carcere di Agrigento.
Ma le indagini dei Carabinieri non si sono fermate qui. Nei giorni successivi è stato fatto un meticoloso lavoro di ricostruzione dei fatti, acquisendo anche numerosi filmati da varie telecamere ed ascoltando altri testimoni. E così, è stata accertata la presenza di un complice del M.V., identificato in T. G., 39 enne da Racalmuto.
Nei suoi confronti, gli investigatori avrebbero dimostrato che oltre ad accompagnare il M.V. con la propria auto, il giorno della tentata rapina, giunto nei pressi del bar il T.G era sceso dal mezzo e si era posizionato all’esterno in qualità di c.d. “palo”. L’Autorità Giudiziaria, concordando con le risultanze investigative acquisite dai militari dell’Arma, ha emesso la misura cautelare degli arresti domiciliari, eseguita nei confronti del T.G. dai Carabinieri della Stazione di Racalmuto (Ag).